martedì 22 novembre 2011

Tu sei per me

Occhei, io non ce la faccio. Mi spiace Gian ma puoi tirarmi mille badilate in faccia, nasconderti dietro ai tuoi muri, trincerarti in un lavoro che ti ha rubato l’anima e la gioia, ma io son sempre qui. Non la mando giù Lu, davvero non ci riesco.
Perché passo la mattina a passeggiare e fumare, faccio finta di ascoltare mia mamma che mi parla di vestiti e alberi di Natale, perché conto i giorni che mancano alla morte, perché faccio finta di sorridere ma intanto rivivo questi 2 ultimi giorni, risento la tua mano che mi accarezza i capelli, la tua bocca che incontra la mia, i tuoi abbracci mentre dormi. E risento la tua voce arrabbiata mentre ripeti che non siamo più insieme, che non possiamo definirci una coppia. Ma una volta volevi un figlio da me. I ricordi si sommano e confondono, le parole non dette fanno male e quelle dette ne fanno ancora di più.
Io sono te, Gian.
Tu sei il mio odio e il mio amore, sei le notti insonni, sei le mie lacrime e i miei sorrisi. Sei fatto di mare e vento, sei la salsedine. Non voglio intrappolarti, non voglio domarti. Voglio farmi trasportare, vivere sulla tua onda.
Non mi metterai alla porta.
5 mesi al tuo ritorno.
Verrò a cercarti ovunque. Io sono impazzita per te. Ho distrutto la mia vita, la mia routine, la mia solidità. Ho gettato tutto per ricostruirmi, per viverti.
Ti aspetterò sempre e comunque, perché senza di te non è vita.

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